Io ho un piano, e voi?


Fonte: Magazine Idea Impresa

Un tempo bastava l’idea giusta per cambiare le sorti di un’azienda o creane dal nulla una nuova.  La storia dell’imprenditoria manifatturiera italiana – ma anche della più recente new economy made in USA – è piena di esempi eclatanti in questo senso.  Oggi però le cose non stanno esattamente così: certo un’idea forte e distintiva rimane alla base di qualsiasi impresa di successo, ma non è più sufficiente.  I mercati di riferimento sono diventati enormemente più vasti e più complessi, le problematiche commerciali e gestionali più sofisticate, l’approvvigionamento dei capitali necessari più difficile.  Così, prima di lanciarsi a testa bassa in un nuovo progetto imprenditoriale, diventa fondamentale far seguire all’idea un accurato business plan, per verificare la sua reale fattibilità e competitività.

“Redigere un business plan rientra nel concetto di pianificazione – sottolinea Antonello Bove, esperto internazionale di project management e corporate strategy e processi di internazionalizzazione, che da anni vive e lavora negli Stati Uniti –  Nel modo anglosassone la pianificazione è alla base del fare impresa, ma in Italia si tende a saltare questo passaggio, ed è un errore perché questo tipo di pianificazione aiuta a ridurre il rischio imprenditoriale.  E non si tratta di un tema da prendere alla leggera, perché statisticamente il 70% delle nuove idee cono porta in realtà alcun miglioramento, o addirittura determina risultati peggiori”.

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